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Lettera al mediatore Ue

Lettera di denuncia al mediatore europeo

Il regolamento interno della Commissione Europea prevede all’art. 3, comma 3, che il Presidente rappresenta la Commissione UE e che, pertanto, è l’unico autorizzato a designare i membri della Commissione ad assisterlo in tale funzione.

Il Presidente della Commissione Europea, però, non ha mai provveduto ad indicare formalmente i nomi dei portavoce che sono autorizzati a rappresentarlo e, pertanto, a parlare in suo nome e, di conseguenza, in nome e per conto della Commissione.
La mancata applicazione della norma regolamentare da parte del Presidente della Commissione UE ha procurato l’effetto di autorizzare tutti i portavoce dei commissari UE a parlare in nome e per conto della Commissione.
Tale prassi ha finito per creare motivo di attrito tra la Commissione UE ed alcuni Stati Membri tra cui l’Italia, a causa di alcune dichiarazioni ingiustificate, strumentali e politiche di alcuni portavoce.
Vedasi, ad esempio, sia la dichiarazione rilasciata, il 25/09/09, dalla portavoce Barbara Hellfrich sull’assegnazione di quote di CO2 all’Italia, sia la dichiarazione rilasciata, il 31/08/09 dal portavoce Dannis Abbott sulla politica di immigrazione clandestina adottata dall’Italia.
Tali dichiarazioni hanno avuto l’effetto di mistificare la realtà e di dare un’immagine negativa ingiustificata dell’operato del Governo Italiano nel mondo.
Infatti, nonostante l’Italia abbia richiesto non solo all’Europa, ma a tutte le Nazioni di collaborare per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, in quanto la salvaguardia dell’eco-sistema deve essere un principio ed un valore condiviso da tutti, le dichiarazioni di Barbara Hellfrich  hanno generato nella stampa e sui media l’opinione diffusa che l’Italia non volesse adoperarsi per la tutela dell’ambiente.
Ed inoltre, nonostante l’Italia abbia firmato uno storico accordo di pace con la Libia ed attuato una politica comune per il contrasto della immigrazione clandestina, al fine di salvare migliaia di vite umane dalle mani della criminalità organizzata, le dichiarazioni di Dannis Abbott hanno procurato l’effetto di far apparire l’Italia sulla stampa e sui media come un paese razzista.
Per questi motivi chiediamo che il Presidente della Commissione UE rispetti il dettato normativo regolamentare della Commissione stessa affinchè applichi l’art. 3, comma 3, provvedendo a designare ufficialmente  i portavoce autorizzati a parlare in nome e per conto della Commissione UE.

Inviata il giorno 8 dicembre 2009